Il progetto di realizzazione del Centro diurno di assistenza alle persone disabili è stato implementato con l’obiettivo di renderlo compatibile con le varie ed eterogenee disabilità di cui si occupa la ONLUS, nonché fornire un supporto alle famiglie in difficoltà.

Considerate le motivazioni umane, affettive e sociali che sono alla base dell’iniziativa della ONLUS, anche il progetto stesso è stato concepito come un elemento di partecipazione attiva nella cura emotiva del paziente.

Le superfici bianche del corpo di fabbrica sono state concepite come schermi di proiezione in cui i riflessi dei pannelli presenti sulla copertura creano giochi dinamici di colore. Effetti di colore che accolgono il paziente sin dal suo ingresso e che, durante l’arco dell’intera giornata, variano d’intensità, forma e colore. Effetti mai ripetibili e continuamente mutevoli.

Tale concetto deriva dalla reinterpretazione in chiave architettonica di una antica teoria annoverata tra le cosiddette “medicine alternative” e che prende il nome di cromoterapia, già utilizzata da molte aziende produttrici di rivestimenti e pitture.

Nonostante la cromoterapia sia contestata dalla comunità scientifica alcuni psicologi sostengono che può avere effetti sullo stato psico-fisico di un individuo.

Un individuo è in grado di reagire alle sollecitazioni esterne provocate da odori, immagini e suoni traendone sensazioni di appagamento ed entrando in sintonia con il microcosmo che lo circonda.

L’utilizzo dei colori è normalmente regolato da principi comuni collegati allo stato emotivo dell’individuo, regolati semplicemente da fenomeni puramente soggettivi, consistenti in sensazioni e percezioni non dimostrabili scientificamente.

Secondo la cromoterapia, i colori aiuterebbero il corpo e la mente a ritrovare il loro naturale equilibrio e avrebbero effetti fisici e psichici in grado di stimolare il corpo e l’anima. Per la cromoterapia il nostro corpo assorbe i colori in molteplici modi: tramite l’alimentazione, la luce solare, l’irradiazione della pelle con la luce artificiale, gli occhi. Spesso chi pratica la cromoterapia come tecnica della medicina ayurvedica è solito abbinare i colori ai chakra, i presunti “centri di energia” che si troverebbero in corrispondenza di ghiandole endocrine. I chakra sarebbero collegati al sistema nervoso parasimpatico e autonomo e con la regolazione degli ormoni. Tali chakra sono sette, proprio, come i colore dell’arcobaleno e ad ogni colore vengono associate proprietà specifiche che, secondo le teorie di settore, influiscono sul corpo.

ROSSO: associato alla forza, alla salute e alla vitalità e rappresenta il fuoco, la gioia, la festa;

ARANCIONE: ha un’azione liberatoria sulle funzioni fisiche e mentali e un grosso effetto di distruzione dell’energia, inducendo serenità, entusiasmo, voglia di vivere sinergia fisica e mentale;

GIALLO: viene associato alla parte sinistra del cervello e in genere al lato intellettuale, con effetti di stimolazione e aiuto nello studio. E’ considerato un colore protettivo e concreto, associato alla felicità, alla saggezza e all’immaginazione, generatore di buon umore;

VERDE: colore della natura e dell’armonia. Simboleggia la speranza, l’equilibrio, la pace e il rinnovamento;

BLU: colore che calmante che fa dimenticare i problemi della vita;

INDACO: purificatore mentale in quanto controlla le correnti psichiche dei nostri corpi;

VIOLETTO: stimolante delle qualità intuitive o spirituali, ispiratore dei più alti ideali umani.